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Newsletter: come evitare di finire nello spam

Ti è mai successo di mandare una newsletter e ritrovarti con dei tassi di apertura bassi?


Le ragioni possono essere tante, a volte anche inspiegabili, ma non è sempre così, perciò nell’articolo di oggi voglio fare un po’ di chiarezza e darti qualche indicazione su come non finire nello spam.

Come non finire nello spam


Pulizia periodica della lista di contatti


Una cosa che è necessario fare regolarmente, direi almeno due volte l'anno, è una pulizia regolare della tua lista contatti.


Sarebbe ideale rimuovere:

  • i contatti inattivi, cioè quelli che non aprono né interagiscono con le tue email da sei mesi o più;
  • I contatti rimbalzati, ovvero quelle persone si sono iscritte con l'indirizzo email sbagliato, oppure con una casella di posta piena oppure non più attiva;
  • I contatti non confermati, cioè quei contatti che, nel caso tu abbia il doppio opt in attivo, non abbiano confermato l’iscrizione alla tua lista.


Questi contatti vanno a limitare i tassi di deliverability o consegna, delle tue newsletter, e poi diciamocelo, fare pulizia è liberatorio perchè ti permette di creare spazio per chi invece aspetta i tuoi contenuti con gioia.


Oltre al fatto che nella maggior parte dei casi tu starai probabilmente pagando la tua piattaforma newsletter e in molti casi, paghi in base al numero di contatti che hai: e se facendo pulizia andassi a risparmiare un po’?

Bilanciare immagini e testo nelle newsletter


Un'altra cosa da tenere a mente è di non inviare mai una singola immagine grafica.

Hai presente quelle newsletter di moda dove il contenuto è un’immagine e basta?


Se invii una newsletter che è composta da un'unica immagine che hai creato su Canva, c'è molta probabilità che finisca nello spam, questo perchè a differenza di Vogue, la “reputazione” di noi comuni mortali è inferiore rispetto ai grandi magazine e portali web, il che significa più possibilità di andare dritte dritte nello spam.


Attenzione però, c’è un'altra cosa da tenere a mente: molti servizi di posta, Gmail incluso, di default non mostrano le immagini.

Hai mai fatto caso che a volte quando ci sono immagini in una newsletter, appare un avviso o un messaggio da Gmail che dice "questa email contiene immagini, clicca qui se vuoi visualizzarle"? 


Quindi attenzione alle newsletter eccessivamente grafiche: il tuo prezioso messaggio potrebbe andare perso solo perché la mia casella di posta non mostra le immagini.


Usare un indirizzo email professionale


Non utilizzare mai un indirizzo email gratuito per inviare le tue newsletter, tipo nome@gmail.com.

Non iscriverti a una piattaforma di email marketing con un indirizzo come alessia@hotmail.com o gmail.com o qualsiasi altro, perchè:


  1. la piattaforma non ti lascerà portare a termine la creazione dell’account, o
  2. anche se potessi iscriverti, le tue newsletter finiranno dritte dritte nello spam senza passare dal via.


Questo perchè ti sarà impossibile verificare il dominio da cui partiranno le tue newsletter.

Mi raccomando, usa sempre un indirizzo email professionale che includa il dominio del tuo sito web, perché solo in questo modo potrai verificarne la proprietà e l’affidabilità. (Se quest’ultima cosa di suona come arabo, puoi sempre dare un’occhiata alla mia formazione individuale 😆).


Evitare servizi di abbreviazione dei link


Hai mai sentito parlare di Bitly o simili? 

Sono quei servizi di abbreviazione di link che facilitano il tracciamento: ad esempio puoi monitorare le iscrizioni ad un certo freebie che arrivano da un canale social, diciamo Instagram, utilizzando un link univoco.


Utilissimo per le statistiche, ma un campanello d’allarme se usato nelle newsletter: il dominio del provider del servizio potrebbe essere inaffidabile agli occhi della casella di posta, perciò meglio non rischiare, anche per evitare tassi di apertura bassi.

Rendi la disiscrizione facile

Per quanto possa dispiacere vedere i contatti disiscriversi dalla tua newsletter, non nascondere mai, mai, mai il pulsante di disiscrizione.

Non rendere la cancellazione dalla tua lista più difficile di quanto in realtà deve essere.


Io la trovo una pratica disonesta e personalmente non esito a farlo sapere: è un tuo diritto smettere di ricevere contenuti che non sono più rilevanti o che non vuoi più ricevere, perciò non rendere le cose complicate per chi ti segue. 


E’ bad karma, una potenziale segnalazione per spam e anche una notevole seccatura che puo’ andare a inficiare la tua reputazione (anche del provider di posta!).



Evitare parole identificate come spam


Ultimo ma non meno importante, assicurati di non utilizzare parole nell’oggetto come "senza rischio", "promozione speciale", “questo non è spam”, “vincitore”, “gratuito”, “sconto” e così via.

Lo so, non è sempre facile o possibile, però cercare di limitarne l’uso puo’ davvero aiutarti a evitare la casella dello spam.

Brevo ha un bell’articolo in italiano che riassume le parole più popolari che attivano i filtri anti-spam, lo trovi qui.


Per finire

Evitare di finire nella cartella dello spam a volte è un po’ un terno al lotto: puoi creare la newsletter perfetta dal punto di vista della “non-spammosità” e le caselle email potrebbero comunque filtrarla..quello che puoi fare però è assicurarti che le tue newsletter siano ben fatte, di valore, e con il cuore. 

Non dimenticare mai che la casella email oggi è diventata un luogo prezioso e averne accesso è un po’ un privilegio.


Se vuoi saperne di più sulle piattaforme email marketing, ho una cosa per te: la mia guida gratuita che mette a confronto le migliori piattaforme per la newsletter e raccoglie le funzionalità chiave di ognuna, così puoi scegliere la tua piattaforma senza stress e frustrazione. 

Puoi averla subito, ti basta iscriverti al Tè delle Cinque, la mia newsletter mensile.


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