Ultimo aggiornamento:
ottobre 2026. I prezzi sono quelli indicati sui siti ufficiali, IVA esclusa, e possono cambiare.
Te l’avranno detto in tanti: money is in the list.
Ovvero, i soldi sono nella lista. In questo caso quella della tua piattaforma email marketing.
Anche questo te l’avranno detto di sicuro: che l’email marketing è uno di quei modi di fare marketing che crea una relazione di fiducia con le persone che ti seguono (che sono potenziali clienti!).
Pensa alla tua esperienza: è sabato mattina, stai bevendo il tuo cappuccino, ti stai gustando un bel cornetto al pistacchio, e ti accingi a leggere le tue newsletter preferite.
E’ quasi un momento sacro, no?
E’ come una conversazione privata con la persona che ti scrive. La newsletter te la gusti, impari qualcosa di nuovo, ti suscita delle riflessioni.
Quindi si crea una relazione di fiducia, che, accompagnata da una strategia di vendita, ti permette di convertire i tuoi iscritti in clienti.
E’ vero anche, però, che scegliere una piattaforma per l’email marketing può essere fonte di frustrazione: pensa a tutte quelle che sono disponibili!
Giusto per darti un'idea, se cerchi su Google "piattaforma email marketing" escono milioni di risultati.
E’ normale non sapere da che parte girarsi, le opzioni sono tantissime, perciò ecco per te una guida sulle piattaforme email marketing che consiglio di usare.
Probabilmente anche a te avranno consigliato di usare Mailchimp all’inizio, perché è gratuito, perché è “facile” e va bene per iniziare..
Ti fermo subito e vado controcorrente: io ti sconsiglio di utilizzare Mailchimp per il tuo email marketing.
Oltre al fatto di essere una piattaforma solo apparentemente semplice (che in realtà è piuttosto macchinosa), ha delle enormi limitazioni.
Diciamo che Mailchimp può andare bene per raccogliere iscritti alla newsletter (che in cambio lasciano il loro indirizzo email per ricevere una risorsa gratuita) e per mandare delle newsletter settimanali o mensili, ma se hai intenzione di fare qualcosa in più di questo, come dei funnel un po’ più complessi, Mailchimp diventa macchinoso e costoso in un battibaleno.
Ci sono diverse ragioni per cui ti sconsiglio Mailchimp con tutto il cuore, vediamole una per una:
Il prezzo
È vero che Mailchimp ha un piano gratuito, ma oggi è limitato a 250 contatti e 500 email al mese. Bastano un freebie che gira bene e un paio di newsletter, e sei già fuori.
Il piano Essentials parte da 11,68 euro al mese per 500 contatti. A 1.500 contatti sale a 23,81 euro al mese, e per quella cifra hai automazioni che si fermano a 4 passaggi. Se vuoi automazioni vere devi passare al piano Standard: 40,43 euro al mese, sempre a 1.500 contatti.
I contatti
Abbiamo detto che il prezzo di Mailchimp varia anche in base al numero dei contatti, ma lo sapevi che Mailchimp include nel conteggio anche i contatti che si sono disiscritti dalle tue newsletter?
Si, tu paghi anche per i contatti che non ricevono niente da parte tua: se non vuoi pagare anche per queste persone, dovrai impostare un promemoria che ti ricordi di archiviare tutti i contatti disiscritti regolarmente. Altrimenti se superi il numero di contatti del tuo piano, Mailchimp ti farà pagare di più.
Le funzionalità avanzate delle automazioni
Per quanto Mailchimp offra dei modelli di automazioni che ti permettono di impostare degli eventi che girano in automatico (ad esempio la consegna del tuo freebie), le funzionalità, anche nei piani più completi, sono piuttosto basiche.
Ad esempio, non ci sono azioni che ti permettono di spostare i contatti da una lista all’altra. Questo potrebbe essere molto utile se vuoi tracciare gli interessi dei tuoi iscritti, oppure se vuoi invitarli ad iscriversi ad una lista di attesa.
In questo caso dovrai andare a segmentare la lista, tracciare i contatti e spostarli manualmente.
Per quanto costa Mailchimp, questa dovrebbe essere una delle funzionalità base già incluse nel piano gratuito, e invece no.
Le automazioni rimangono troppo semplici e limitanti per una persona che vuole vendere corsi online oppure prodotti digitali.
Oltre a questo, le automazioni NON sono disponibili nel piano gratuito, e in quello Essentials si fermano a 4 passaggi.
Arriviamo a MailerLite, a mia opinione la migliore sia che tu stia iniziando ora il tuo percorso con l’email marketing, ma perché no, anche per persone che sono in attività da un po’ ma non hanno bisogno di funnel complessi e automazioni complicate.
Iniziamo subito con il dire che MailerLite ha i suoi server in Europa e tutti i suoi gestori e fornitori sono anche questi in Europa (fonte qui) a differenza di Mailchimp che è invece un’azienda americana.
L’altra cosa importante di MailerLite è che la sua interfaccia è molto semplice da usare.
Vantaggi
Detto questo, passiamo ai vari punti di vantaggio di MailerLite:
Il piano gratuito di MailerLite offre fino a 250 contatti attivi (i disiscritti non contano), gruppi illimitati, 1 sito, 1 landing page, 3 moduli di iscrizione e 3 automazioni da massimo 5 passaggi ciascuna. Per consegnare la tua risorsa gratuita e dare il benvenuto a chi si iscrive basta. Per un funnel vero, no.
Prezzo
Passati i 250 contatti il piano gratuito non basta più e si passa a Comfort, che ha preso il posto del vecchio Growing Business. Parte da 11 euro al mese fino a 500 contatti e arriva a 17 euro al mese con 1.000 contatti.
E qui ti devo una correzione rispetto alla prima versione di questa guida: MailerLite costa ancora meno di Mailchimp, ma la distanza si è ridotta. A 1.000 contatti:
Quindi MailerLite costa meno e ti dà di più. Occhio però alle fasce: dopo i 1.000 contatti si passa direttamente a quella da 2.500, quindi con 1.200 iscritti paghi già 29 euro al mese.
Comfort ha funzioni molto interessanti: template illimitati, contenuti dinamici (blocchi di testo o immagini che vengono mostrati solo a una parte del pubblico, ad esempio solo a chi è iscritto a un certo gruppo) e la possibilità di personalizzare la pagina di disiscrizione.
La vendita con Stripe, invece, oggi c'è anche nel piano gratuito: puoi vendere un prodotto digitale o una prenotazione senza pagare l'abbonamento. Con Comfort arrivi a 5 prodotti, con Power diventano illimitati.
Automazioni più complesse
Rispetto a Mailchimp, puoi creare delle automazioni più “elaborate”, ad esempio puoi far partire un’automazione quando una persona clicca su un link specifico, oppure puoi far spostare automaticamente i contatti da una lista all’altra alla fine di un’automazione o magari quando si verifica una certa azione (un click, un’apertura di una newsletter specifica).
Queste opzioni sono più avanzate rispetto a Mailchimp, ma non sono complicate, al contrario, sono piuttosto essenziali anche in un semplice funnel di consegna della tua risorsa gratuita.
Report completi
I report delle campagne di MailerLite sono completi, ti indicano i tassi di apertura, di click, la geolocalizzazione, il supporto/browser utilizzato per leggere la mail e molto altro. Insomma, è un report completo, a differenza di quello che ti offre Mailchimp nei piani Free ed Essentials.
Svantaggi
Al momento, secondo me ci sono tre punti dolenti sull’uso di MailerLite:
Il servizio clienti
Il servizio clienti è veloce e professionale, ma nel piano gratuito non c'è: hai solo la community e la knowledge base. Può essere un gran problema se non te la cavi bene con l'inglese o non riesci a capire dove sia il malfunzionamento del tuo account.
Con il piano Comfort hai l'assistenza via email, 24 ore su 24. La chat, quella velocissima, c'è solo nel piano Power.
I modelli
Con il piano gratuito i modelli preimpostati di campagne e pagine di iscrizione sono pochissimi, quindi dovrai costruirli in autonomia (poco male perché è comunque molto semplice), ma anche nei piani a pagamento, trovo che i template sono difficilmente personalizzabili. Non parlo in termini di brand, ma piuttosto di funzionalità: se tu selezioni un modello con conto alla rovescia per l’iscrizione ad un evento, c’è molto poco da personalizzare al di là di font, colori e immagini. In pratica, non puoi fare grandi modifiche strutturali al template che stai usando.
La schermata di disiscrizione
è una fonte di dati inestimabili, oltre al fatto che ti permette di personalizzare l’esperienza utente per dare un’ultima spinta positiva.
Ma il piano gratuito non te lo fa fare: anche peggio, se imposti la lingua in italiano, il modulo di disiscrizione non avrà alcun testo, solo un’icona miserabile e due pulsanti SI/NO: in pratica, se un iscritto alla newsletter ci finisce per caso, rischia di disiscriversi senza volerlo.

IMPORTANTE: a Maggio 2024 ho abbandonato ActiveCampaign a causa di malfunzionamenti costanti, un supporto clienti insufficiente, l'aumento dei prezzi e le sue funzionalità datate rispetto ad altri competitor.
Mi sono spostata a Kit (ex ConvertKit), di cui puoi leggere più sotto, e di cui sono entusiasta.
Passiamo ad ActiveCampaign, che ho usato personalmente per anni prima di abbandonarlo nel 2024. Una piattaforma che sulla carta offre tutto, ma che ultimamente sta deludendo molte persone.
Un tempo era considerata una delle migliori soluzioni sul mercato per la sua flessibilità, ma ora la situazione è diversa. La complessità che prima era bilanciata da funzionalità avanzate ora si scontra con limitazioni fastidiose e prezzi in aumento.
Vantaggi
Le automazioni
Restano il punto di forza di questa piattaforma email marketing. Trovi modelli pronti per ogni situazione: dal recupero del carrello abbandonato al re-engagement di chi non apre le tue email da tempo. Ma occhio al piano che scegli: con lo Starter da 15€/mese puoi inserire solo 5 azioni nelle automazioni. Per averle illimitate, devi passare al piano da 49€/mese (prezzi con pagamento annuale, per 1.000 contatti.).
Personalizzazione delle email
Il builder delle newsletter ti permette di creare contenuti dinamici e personalizzare l'esperienza dei tuoi iscritti. Puoi mostrare contenuti diversi in base alla lista o agli interessi. Peccato che creare sequenze di email richieda più passaggi del necessario.
Funzionalità CRM
Se cerchi uno strumento per gestire le tue clienti, il CRM è disponibile solo come add on che va quindi acquistato separatamente, e che si integra con le automazioni.
Il prezzo
Qui casca l'asino: i prezzi sono aumentati parecchio e sono state introdotte delle limitazioni. Con il piano Starter ad esempio puoi inviare email solo per 10 volte il numero dei tuoi contatti (esempio: con 1000 contatti hai un limite di 10.000 email al mese). Per averne di più devi passare al piano da 49 euro/mese. E se ti servono le landing page, nello Starter non ci sono: partono dal piano Plus.
Svantaggi
Dopo anni di utilizzo, ecco cosa mi ha fatto cambiare piattaforma:
Problemi tecnici e supporto deludente
Gli intoppi sono all'ordine del giorno e il supporto, anche se disponibile via chat (questo era quello che sostenevano, ma non ho mai ricevuto risposta ai miei messaggi, solo via email) ed email in tutti i piani, spesso non sa (o non vuole) risolverli.
Interfaccia poco intuitiva
Mentre altre piattaforme si sono evolute per essere più semplici da usare, ActiveCampaign è rimasta indietro. La curva di apprendimento è ripida e rischi di pagare per funzioni che non userai mai.
Form poco attraenti
I moduli di iscrizione alla newsletter sembrano usciti dagli anni '90. A meno che tu non abbia uno sviluppatore, dovrai accontentarti di form basic e poco personalizzabili. E questa cosa non è mai cambiata.
Doppio opt-in complicato
Gestire la conferma dell'iscrizione è un'avventura: devi impostarla modulo per modulo, senza poterla attivare a livello di lista o account. Un vero grattacapo che può creare problemi nelle automazioni e per cui io e una mia cliente abbiamo passato ore a discutere con il servizio clienti, per poi risolvere assolutamente niente,
Ho aggiunto Kit (ex ConvertKit) a questa guida a dicembre 2024, dopo essermi spostata da ActiveCampaign a maggio 2024
Mi sono spostata da Active Campaign perché purtroppo il loro servizio clienti è andato declinando, il prezzo si è alzato esponenzialmente, e negli ultimi mesi in cui lo utilizzavo gli errori e malfunzionamenti erano all'ordine del giorno.
Kit è una piattaforma che punta tutto sulla semplicità d'uso senza sacrificare le funzionalità essenziali per gestire una newsletter in modo professionale.
E' stata creata pensando specificamente ai creator, e questo si vede in ogni suo aspetto. Ha un'interfaccia pulita e intuitiva che ti permette di concentrarti sulla creazione dei contenuti invece che perderti tra mille menu e opzioni - una cosa che amo moltissimo è che creare una newsletter o un'automazione ti prende letteralmente cinque minuti, a differenza di Active Campaign che invece ha diversi passaggi intermedi.
Vantaggi
Le automazioni, visive e non.
Le automazioni sono molto più semplici da costruire rispetto ad ActiveCampaign. Hai una vista chiara e pulita di tutto il percorso, e puoi modificare ogni elemento con pochi click. I modelli predefiniti coprono tutti i casi più comuni (sequenze di benvenuto, promozione prodotti, nurturing) e sono facilmente personalizzabili. Tra l'altro, una cosa comune di Kit è che puoi raggiungere lo stesso risultato (esempio, creare un'automazione) in almeno un paio di modi diversi: puoi ad esempio creare una regola+una sequenza (regola: aggiungi un tag a chi compila il modulo x e aggiungi il contatto alla sequenza Y), oppure puoi creare un'automazione visuale+sequenza (molto più simile ad ActiveCampaign e MailerLite). C'è molta flessibilità di utilizzo, e mi piace molto.
Sistema di tag e segmenti intuitivo
ConvertKit gestisce i contatti con i tag invece che liste multiple. Questo approccio rende molto più semplice organizzare gli iscritti ed evita duplicati. Puoi assegnare più tag a un contatto e creare segmenti dinamici che si aggiornano automaticamente.
Forms e landing page incluse
A differenza di ActiveCampaign, ConvertKit offre moduli di iscrizione e landing page già pronti all'uso e ben progettati. Sono ben fatti e personalizzabili, a differenza di quelli di ActiveCampaign che sono davvero brutti, se non "pimpati" da uno sviluppatore.
Il prezzo
Kit ha una struttura di prezzi più trasparente e prevedibile rispetto ad ActiveCampaign, e non ha limiti di invio in nessun piano.
Il piano gratuito arriva fino a 10.000 contatti, con landing page, moduli e newsletter illimitati. Però attenzione: oggi non include né automazioni né sequenze. Puoi consegnare la tua risorsa gratuita a chi si iscrive, ma non puoi impostare una sequenza di benvenuto.
Per automazioni e sequenze illimitate ti serve il piano Creator: 39 dollari al mese, oppure 33 dollari al mese se paghi l'anno intero (fino a 1.000 contatti).
Un supporto clienti veramente top
Nel piano gratuito hai l'assistenza via email, dal piano Creator in su anche la chat, 24 ore su 24.
Svantaggi
Meno flessibilità nelle automazioni rispetto ad ActiveCampaign
Se hai bisogno di automazioni molto complesse o condizioni molto specifiche, potresti trovare ConvertKit un po' limitante: le condizioni di Kit sono più semplici e funzionali.
Analytics più basilari
I report sono chiari ma meno dettagliati rispetto ad ActiveCampaign. Se hai bisogno di analisi molto approfondite dei comportamenti dei tuoi iscritti, dovrai scegliere il piano Pro: 79 dollari al mese, oppure 66 dollari al mese con pagamento annuale. (Idem per ActiveCampaign: attribuzione e tracciamento delle conversioni partono dal piano Pro, 79 euro al mese.)
Se sei arrivata fin qui, ti ringrazio per il tuo tempo: so che in questa guida ti ho dato tantissime informazioni, quindi eccoti uno schemino riassuntivo:

E adesso? Non ti resta altro che scegliere la piattaforma che fa al caso tuo.
Semplice, dirai tu, con tutte le informazioni che mi hai dato mi è venuto un gran mal di testa!
E se invece ti dicessi che ho creato un quiz che ti aiuta a definire il tuo stile di email marketing e ti consiglia anche la piattaforma che fa al caso tuo? Bello eh?
Lo trovi qui: cinque minuti e via, avrai il mio consiglio in tasca.