Da mesi cerchi chi possa gestire i tuoi sistemi di lavoro?

"Ti ho cercata per mesi senza sapere che esistevi. Non sapevo nemmeno cosa scrivere su Google."

Questa frase me l’ha detta una nuova cliente giusto qualche settimana fa, e non è stata la prima.


Io sono una Tech Systems Strategist. Vuol dire che ti aiuto a strutturare i tuoi sistemi di lavoro digitali: scegliere strategicamente gli strumenti giusti, impostarli, farli funzionare bene insieme a tutto il resto, così non perdi tempo, soldi, o lanci per strada (bonus: hai tempo per ciò che conta davvero per te).

In pratica: imposto piattaforme per video corsi, sistemi di email marketing, quiz di qualificazione e lead generation, flussi di accoglienza clienti e di fine progetto per i tuoi clienti — sempre con un occhio sulla tua strategia di marketing e i tuoi obiettivi di medio e lungo termine.

Vuol dire, tra le altre cose, non doverti più chiedere se lo strumento che stai usando sia quello giusto, perché lo sai, e sai anche come usarlo.

E vuol dire, nei momenti che contano — un lancio, per esempio — avere qualcuno che si prende in carico il lato tecnico, mentre tu resti libera di pensare al resto.

Lavoro con professioniste e founders che hanno un business avviato, sanno dove vogliono arrivare, ma quando si tratta di lato tecnico non sanno dove sbattere la testa.

Il problema è che non è come cercare un commercialista, o un'avvocata. Non c'è un albo, non c'è un titolo riconosciuto, non c'è una parola che digiti su Google e che ti porta dritta alla persona giusta.

E quindi finisci per accontentarti della categoria più vicina a quello che hai in mente, anche se, diciamocelo, il più delle volte, non è quella giusta.


Cosa hai già provato prima di arrivare qui?


Spesso, prima di trovarmi, le mie clienti hanno già provato una di queste strade.


  • C'è chi si affida a un'agenzia. Ti costruisce tutto: sito, piattaforma corsi, sistema di email marketing, a volte con uno sviluppatore interno che scrive codice su misura. Funziona, nell'immediato. Il problema però arriva dopo: l'agenzia non ti insegna a usare quello che ha creato, perché l’idea dell’agenzia è che il sistema venga gestito dal loro team. E se un bel giorno la collaborazione si interrompe?

Di solito le agenzie non ti formano, perciò se dopo un anno il tuo business cambia, se vuoi modificare qualcosa, se qualcosa si rompe, sei bloccata. Devi tornare da loro, trovare un’altra persona o accontentarti di qualcosa che non funziona più per te.

  • Oppure c'è chi si affida a un'assistente virtuale. Di solito ti supporta in modo continuativo, e per tante cose va benissimo, anzi è una presenza molto importante. Ma il suo ruolo è diverso dal mio: conosce bene uno o due strumenti, magari MailerLite e Teachable, e tende a proporteli a prescindere da cosa sia effettivamente giusto per te. Non è colpa sua: il suo lavoro non è strutturare una strategia, è eseguirla.


  • E poi c'è chi prova a cavarsela da sola. “Copia” lo strumento di un'amica o di una collega, senza valutare se il suo modello di business, le sue competenze, i suoi obiettivi sono gli stessi. Oppure si spara ore e ore di video tutorial su Youtube vecchi di 10 anni o in una lingua ostrogota.


Alla fine della fiera, la situazione rimane la stessa: sai benissimo dove vuoi andare ma non sai come arrivarci perché non hai al tuo fianco una persona che ti capisca davvero.

E io non mi esimo eh: se tu non sai che esiste un ruolo come il mio, è perché il mio marketing è limitato in primo luogo dal fatto che non sono una content creator, e che le mie clienti vengono prima di tutto. E questo ovviamente prende tempo dalle attività di marketing, oltre al fatto che non apprezzo i canali social.

Come si vede questo problema, nella pratica?

I casi più comuni che ho visto ripetersi nella mia esperienza sono riassumibili in due macro categorie.


Il caso più comune è questo: uno strumento che continua ad aumentare di prezzo, con un servizio clienti che peggiora di anno in anno.

Tu lo sai, ma non sai dove davvero cosa fare, perché cambiare piattaforma di email marketing, spostare corsi online, migrare contatti e automazioni ti sembra un'impresa titanica.

Anni e anni di roba accumulata e tu davvero non sai dove mettere le mani.


L'altro scenario ricorrente: scegli uno strumento perché lo usa un'amica o una collega. Lei si trova bene, quindi pensi che andrà bene anche per te. Ma il suo modello di business non è il tuo, il suo budget non è il tuo, le sue competenze tecniche non sono le tue.

E il risultato è un investimento sbagliato: in soldi, se paghi per qualcosa che non ti serve, o in tempo, se passi ore su tutorial datati per imparare uno strumento che poi scopri non fare per te.


Da qui parte una catena di situazioni che conosco bene:

  • Prima le decisioni sbagliate.
  • Poi la rinuncia: progetti che restano nel cassetto, o che realizzi a metà, accontentandoti di una soluzione che non è che ti soddisfi molto.
  • E poi l'ansia: ti senti abbandonata a te stessa, perché sai che se qualcosa si rompe, non hai idea di come rimetterlo a posto.


Questi scenari, lo strumento vecchio che ti costa sempre di più e lo strumento copiato da qualcun'altra, sono solo la punta dell'iceberg.

Sotto ci sono mesi, a volte anni, di piccoli compromessi.

Continui a usare quella piattaforma perché "tanto ormai la conosco", anche se sai che non ti sta più aiutando. 

Rimandi il lancio del corso perché la parte tecnica ti sembra un ostacolo insormontabile, anche se il contenuto è pronto da settimane e tu sai che andrebbe benissimo perché ti sei sbattuta per fare ricerca di mercato e sai con certezza che è un ottimo prodotto!


Ognuno di questi compromessi, preso singolarmente, sembra gestibile. Il problema è che si sommano. E più passa il tempo, più la distanza tra dove sei e dove vorresti essere aumenta: non perché tu non sia capace, ma perché continui a cercare la soluzione nel posto sbagliato. (ma spesso, non sapendo che esiste una figura come la mia, continui a girare a vuoto)


Cosa succede quando trovi la persona giusta

Quando una cliente inizia a lavorare con me, la prima cosa che mi dice è: che sollievo.


Non perché io faccia magie, ma perché smette di essere lei a doversi occupare di capire come funzionano gli strumenti, quali scegliere, come impostarli. Mi racconta cosa vuole ottenere, un lancio, un nuovo sistema di iscrizioni, una newsletter che funzioni sul serio, e sono io a cercare la soluzione tecnica giusta, in base al suo obiettivo, al suo budget, alle sue competenze.


Ma non finisce lì, perché uno dei miei valori è l’autonomia.

Per me è importantissimo evitare la situazione tipica da agenzia: voglio che le mie clienti restino autonome e indipendenti, mai in trappola con uno strumento che solo io so gestire.

Per questo, quando lavoriamo insieme, la formazione e la fase di revisione fanno sempre parte del percorso.

Alla fine, tu sai usare quello che abbiamo costruito. Sei libera di esplorarlo, ampliarlo, portarlo avanti da sola, o di tornare da me solo se e quando ne avrai bisogno.


In pratica, questo significa gestire in autonomia la tua piattaforma di email marketing.

Significa sapere che gli strumenti che usi sono quelli giusti per te, e saperli usare. E significa, ad esempio durante un lancio, avere qualcuno al tuo fianco che si occupa della parte tecnica (quella che da sola ti darebbe il mal di testa) così tu puoi concentrarti su quello che conta davvero per te.



Il caso di Beatrice


Beatrice Galeazzi è una personal trainer con 15.000 iscritte alla sua newsletter. Anni fa si era affidata a un'agenzia, che le aveva impostato ActiveCampaign: lei aveva solo competenze base, imparate da sola, senza nessuno che le spiegasse come usare sul serio lo strumento, perché tanto lo gestiva l’agenzia.


Beh, secondo te cosa è successo? Un bel giorno la collaborazione con l’agenzia si è interrotta e lei si è trovata da sola.


Nel tempo ActiveCampaign è diventato sempre più costoso, e il servizio clienti sempre più assente.

Poi un giorno il panico: i suoi tassi di apertura erano crollati dal 30-40% a un preoccupante 10%. Non sapeva cosa fare, né come risolvere questo enorme problema.


Insieme, nel 2025, abbiamo scelto una nuova piattaforma, Kit, e ho gestito tutta la migrazione: contatti, automazioni, e soprattutto una pulizia profonda dell'account, che l'agenzia non aveva mai fatto. Abbiamo ridotto la lista contatti eliminando quelli inattivi e impostato tutto da zero.


Oggi i tassi di apertura di Beatrice superano il 40%, e i costi mensili sono scesi da 265 a 141 euro. 

Se ti riconosci in questa situazione, uno strumento che hai ereditato e mai imparato a usare fino in fondo, che oggi ti sta costando più di quanto ti sta dando, il problema non sei tu. È che nessuno ti ha mai insegnato come gestirlo per bene.


Cosa fa una Tech Systems Strategist?

Prima di tutto, viene la strategia.

Prima ancora di guardare uno strumento, ho bisogno di capire dove vuoi arrivare. Non solo l'obiettivo immediato (il lancio, la migrazione, il sistema da sistemare), ma anche la direzione a medio e lungo termine: dove vuoi essere tra uno, due, tre anni. Più le idee sono chiare da parte tua, più il lavoro sugli strumenti diventa semplice, perché posso costruire pensando anche a dove sarai dopo, non solo a dove sei ora.

Poi c'è l'inventario di quello che hai già. Mi è capitato spesso di trovare clienti che pagavano due o tre strumenti diversi per fare, di fatto, la stessa cosa, ma senza saperlo. Prima di aggiungere qualcosa, guardo cosa esiste già, cosa serve davvero, cosa si può eliminare.

Da lì, fisso le priorità: cosa viene prima, cosa dopo, chi si occupa di cosa, con che scadenze. 

Poi, solo dopo aver fatto tutta questa bella parte, mettiamo le mani in pasta.

  • Le migrazioni. Migrare significa passare da uno strumento a un altro, tipo una piattaforma di email marketing, una piattaforma per i corsi online. Ma il trasferimento vero e proprio è solo l'ultimo passo. Prima c'è tutto un lavoro di pianificazione, di pulizia, di strategia nella scelta dello strumento (capire perché quello nuovo è la scelta giusta, non solo quella più comoda o più pubblicizzata del momento..).
  • Ed è proprio questa parte che chi non è del mestiere salta, ed è lì che le migrazioni falliscono: strumento sbagliato, impostazione errata, costi che lievitano. 
  • Ansia e frustrazione come stile di vita.

Un esempio: una cliente è arrivata da me con una membership impostata in modo un po' improvvisato, tra Hotmart e Kajabi, senza nessun tracciamento di dati — retention, tasso di completamento, abbandono*. Nessuno glielo aveva impostato, perché chi ci aveva lavorato prima di me non aveva le competenze per farlo. Abbiamo migrato tutto su Kajabi, molto più navigabile, e da lì ho costruito l'infrastruttura che le permetterà, dal prossimo lancio, di tracciare finalmente questi dati senza stravolgere quello che c'era già, ma partendo da quello che aveva, per costruirci sopra qualcosa che funzioni davvero.

* Retention: quante persone restano iscritte nel tempo (non disdicono).

Tasso di completamento: quante persone finiscono davvero un modulo/corso, invece di mollarlo a metà.

Abbandono (churn): quante persone se ne vanno, disdicono. L'opposto della retention.

  • L'ottimizzazione dei flussi di lavoro. Qui parliamo di mappare tutto quello che succede dal primo contatto con un cliente fino alla chiusura di un progetto: come arriva la richiesta, chi la gestisce, come si fissa una chiamata conoscitiva, come si gestisce il contratto, quale strumento usi per organizzare il lavoro insieme.
  • E poi, alla fine, come chiudi la collaborazione: il modulo di feedback, la raccolta delle recensioni, il modo in cui saluti un cliente che ha finito il suo percorso con te.
  • Insomma, in generale mi occupo dell'architettura dei tuoi sistemi di lavoro e metto in pratica il tuo piano di marketing: non me ne occupo io, ma lo traduco in strumenti e processi che funzionano davvero.

Spesso mi capita di trovare progetti che, sulla carta, sembrano semplici, ma che negli anni hanno accumulato strumenti su strumenti, a volte doppioni di quello che si usa già, semplicemente perché mancava la conoscenza per capire che uno strumento già pagato poteva fare anche altro.

Patrizia, per esempio, organizza corsi per la pubblica amministrazione — otto, dieci corsi diversi al mese, ogni mese tranne agosto e dicembre.

Lei è una persona entusiasta e innovativa: negli anni aveva accumulato strumenti su strumenti, anche per mano di collaboratori che avevano aggiunto le proprie soluzioni senza un criterio comune. Il risultato era un ecosistema confuso, con più strumenti che facevano più o meno la stessa cosa, usati in modo incoerente da un corso all'altro.

Siamo partite dall'inventario di tutto quello che aveva attivo, e da una domandina: "ma tu, come lavori tu davvero, passo per passo?"

Da lì abbiamo ricostruito tutto, dando a ciascuno un ruolo chiaro e unico: uno per la raccolta iscrizioni, uno per il database dei partecipanti, uno per la gestione automatica di certificati e comunicazioni. 

Meno lavoro manuale, meno errori, un ecosistema finalmente semplice. Niente più ansia come stile di vita.

E a volte non si tratta né di migrare né di ottimizzare, ma di costruire da zero lo stack giusto

In ogni caso, quello che faccio non è mai aggiungere un altro strumento alla pila. È capire cosa hai già, cosa ti serve davvero, e come farli lavorare insieme senza sovrapposizioni. Perché il problema, quasi sempre, non è la mancanza di strumenti, piuttosto è averne troppi e mal collegati tra loro.

Quali errori ti fanno perdere tempo e soldi?

Il primo: pensare che basti prenotare un Vip Systems con me e sparire. Non funziona così. Io mi occupo della parte tecnica e operativa, ma la strategia di marketing, i materiali, le informazioni sul tuo business restano tue. Serve la tua partecipazione.


Il secondo: arrivare già fissate su uno strumento specifico, spesso perché lo usa un'amica o una collega, senza voler valutare alternative, anche quando quello strumento non è la scelta migliore per te.

Capita spesso con le piattaforme corsi non pensate per il mercato italiano, che non si integrano con la nostra fatturazione e ti fanno perdere un sacco di tempo. 


Il terzo: volere tutto e subito. È vero che insieme lavoriamo in tempi rapidi, non in percorsi di mesi e mesi.

Ma questo non significa rinunciare a cura e profondità. Un sistema costruito in fretta, senza la fase di pianificazione che ti ho descritto sopra, è esattamente il tipo di soluzione che poi si rompe al primo cambiamento. Così ti ritrovi punto e a capo, con in più la frustrazione di aver già investito tempo e soldi.


C'è poi un quarto errore, più sottile, che vedo spesso: pensare che una volta scelto lo strumento giusto, il lavoro sia finito. Non è così. Uno strumento ben scelto oggi può non essere più quello giusto tra due anni, quando il tuo business sarà cresciuto o sarà cambiato il modo in cui lavori. Capita, ed è anche normale che sia così.

Il punto è saperlo riconoscere, invece di restare aggrappata a uno strumento solo perché "tanto funziona ancora, più o meno".

Da dove partire, se vuoi iniziare a fare chiarezza?

Se vuoi iniziare a fare chiarezza, ci sono tre passaggi che puoi fare subito.


  • Fai l'inventario degli strumenti che usi. Tutti, gratuiti e a pagamento: quando scade l'abbonamento, a cosa serve, quanto lo usi davvero, quanto pesa sul tuo budget e quanto ti semplifica realmente il lavoro.
  • Identifica il problema vero, non solo il sintomo. A volte è chiaro: costi troppo alti, servizio clienti assente. Altre volte senti che qualcosa non va, ma non sai definirlo. In quel caso, fermati e chiediti cosa ti manca esattamente.
  • Definisci cosa ti serve prima di scegliere. Tipo, le funzionalità di cui non puoi fare a meno, le integrazioni necessarie con gli altri strumenti che usi già, magari anche un’idea di quanto vorresti spendere. Insomma, più hai chiarezza davanti a te, più sarà facile trovare lo strumento giusto.

Le domande che mi fanno più spesso

Fai lo stesso lavoro di un'assistente virtuale?


No. Un'assistente virtuale può essere specializzata su un tema (tipo l’amministrazione), o generalista su più strumenti, e lavora con te in modo continuativo nel tempo.

Il mio lavoro è diverso: mi concentro sulla parte strategica e operativa dell'architettura digitale, conosco tantissimi strumenti diversi e ti aiuto a scegliere quello giusto per te (non quello che conosco meglio io).

E lavoriamo insieme per un periodo di tempo limitato: raggiunto l'obiettivo, quando sei autonoma, il progetto si chiude. Ma se lavorare con me è stato così bello, sarai sempre la benvenuta a ricontattarmi per progetti futuri!



Che differenza c'è con uno sviluppatore?


Uno sviluppatore ti crea una soluzione su misura, ma statica. Non è il suo ruolo insegnarti a modificarla in futuro. Funziona bene oggi, ma quando il tuo business cambia (e prima o poi cambia sempre), puoi ritrovarti bloccata. Il mio lavoro ti dà la stessa personalizzazione, ma con la formazione inclusa: resti autonoma, libera di evolvere da sola o di tornare da me per un nuovo progetto.


Come faccio a sapere se ho bisogno di te?


Se hai un problema tecnico o un progetto che vuoi realizzare, e la parte tecnica ti blocca mentre a livello strategico sei già solida, con lanci fatti, un pubblico, un posizionamento chiaro quello è il segnale. Anche solo una chiacchierata può aiutarti a fare chiarezza, anche se poi dovessi scoprire che non sono io la persona giusta per te.

Il primo passo è saperlo

Il problema non è che le soluzioni non esistano. È che, tra l'agenzia che ti lega, l'assistente virtuale che non ha visione strategica e il fai-da-te che ti fa perdere tempo, c'è un vuoto, ed è lì che restano bloccate idee, lanci, corsi che non partono mai.

La figura che stavi cercando esiste, e ora ha anche un nome: Tech Systems Strategist. Sono io 🙂


Se vuoi iniziare a fare ordine, il primo passo pratico è quello che ti ho descritto sopra: l'inventario degli strumenti che usi oggi.

Ti aiuta a vedere dove stai perdendo tempo, soldi, energia e a portare un quadro più chiaro il giorno in cui deciderai di parlarne con qualcuno.

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