
Nel 2016 ho attivato un piano a pagamento di Mailchimp che non mi serviva a niente.
Peccato che non l'abbia scoperto subito, ma dopo un paio di mesi quando ormai avevo già pagato la bellezza di 30 e passa dollari. Che tu dirai "eh, vabbeh dai..".
E invece no, perché io avevo aperto la partita iva da tre mesi e non avevo un soldo in tasca, andavo avanti di risparmi.
Oggi faccio la Tech Systems Strategist. Aiuto professioniste che lavorano online a costruire i sistemi digitali del loro lavoro: email marketing, corsi online, membership, automazioni, onboarding, tutta l'infrastruttura che sta dietro le quinte di un business che funziona.
Il mio approccio è tecnico e strategico insieme: non mi occupo di strategia di marketing, mi occupo di tradurre gli obiettivi delle mie clienti in scelte concrete di strumenti e sistemi.
Ma se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere questo articolo.
Ma prima di arrivare qui, sono passata da "quell'errore" con Mailchimp.
E quell'errore, più di ogni corso o certificazione, è la ragione per cui oggi faccio questo lavoro in questo modo, con questo approccio.
La mia avventura nel mondo dei business online è iniziata nel 2014, a Volgograd, in Russia. Ero lì per insegnare italiano in una scuola di lingue, ma per una serie di circostanze non c'erano abbastanza studenti e mi sono ritrovata con parecchio tempo libero nei primi mesi.
Così ho iniziato a insegnare italiano online: da una parte usavo piattaforme già pronte, dove le persone potevano prenotare le lezioni in autonomia.
Dall'altra ho iniziato ad avvicinarmi per la prima volta al marketing online: dovevo capire concretamente quali strumenti usare per creare un sito web, come costruire un minimo di identità visiva, come gestire un sistema di prenotazione delle lezioni, come farmi pagare, come promuovermi online tra newsletter, email marketing e social media.
Ovviamente, con una bella laurea in Russo, nessuno mi aveva mai insegnato niente di tutto questo.
Non c'era un percorso da seguire, non c'era una persona a cui chiedere.
C'era solo il tempo libero di quei mesi a Volgograd e la necessità di capire da sola come funzionava ogni singolo pezzo.
Guardando indietro, è proprio da lì che nasce la mia insofferenza verso il fai da te senza un minimo di guida: l'ho vissuto in prima persona per anni.
È stato il momento in cui ho capito quanto lavoro c'è dietro l'avere un business online.
Non l'avevo mai considerato prima, ma ovviamente insegnare era la sola parte visibile.
Tutto il resto, la parte che nessuno vede, era un mondo che stavo scoprendo pezzo per pezzo, da sola.
Negli anni successivi sono passata dall'insegnamento online al lavoro come assistente virtuale.
L'esperienza minima che avevo accumulato con email marketing e social media mi ha aiutata parecchio in quella fase: non partivo da zero, avevo già capito come funzionava un minimo di promozione online.
Ma il ruolo di assistente virtuale non mi entusiasmava.
Era una cosa che sapevo fare, ma non volevo necessariamente farla.. così dopo un paio d'anni dall'apertura della partita IVA ho capito che non era la mia strada.
Nel 2018 mi sono avvicinata alla parte tecnica e strategica degli strumenti di lavoro, iniziando ad avere un approccio molto più strutturato. Da lì è iniziata l'evoluzione che mi ha portata a essere la professionista che sono oggi.
Ma c'è un episodio specifico, nei primissimi mesi da assistente virtuale, che ha dato il via a tutto il resto.
Nel 2016 ho attivato un piano a pagamento di Mailchimp che non mi serviva a niente.
Peccato che non l'abbia scoperto subito, ma dopo un paio di mesi quando ormai avevo già pagato la bellezza di 30 e passa dollari. Che tu dirai "eh, vabbeh dai..".
E invece no, perché io avevo aperto la partita iva da tre mesi e non avevo un soldo in tasca, andavo avanti di risparmi.
Oggi faccio la Tech Systems Strategist. Aiuto professioniste che lavorano online a costruire i sistemi digitali del loro lavoro: email marketing, corsi online, membership, automazioni, onboarding, tutta l'infrastruttura che sta dietro le quinte di un business che funziona.
Il mio approccio è tecnico e strategico insieme: non mi occupo di strategia di marketing, mi occupo di tradurre gli obiettivi delle mie clienti in scelte concrete di strumenti e sistemi.
Ma se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere questo articolo.
Ma prima di arrivare qui, sono passata da "quell'errore" con Mailchimp.
E quell'errore, più di ogni corso o certificazione, è la ragione per cui oggi faccio questo lavoro in questo modo, con questo approccio.
La mia avventura nel mondo dei business online è iniziata nel 2014, a Volgograd, in Russia. Ero lì per insegnare italiano in una scuola di lingue, ma per una serie di circostanze non c'erano abbastanza studenti e mi sono ritrovata con parecchio tempo libero nei primi mesi.
Così ho iniziato a insegnare italiano online: da una parte usavo piattaforme già pronte, dove le persone potevano prenotare le lezioni in autonomia.
Dall'altra ho iniziato ad avvicinarmi per la prima volta al marketing online: dovevo capire concretamente quali strumenti usare per creare un sito web, come costruire un minimo di identità visiva, come gestire un sistema di prenotazione delle lezioni, come farmi pagare, come promuovermi online tra newsletter, email marketing e social media.
Ovviamente, con una bella laurea in Russo, nessuno mi aveva mai insegnato niente di tutto questo.
Non c'era un percorso da seguire, non c'era una persona a cui chiedere.
C'era solo il tempo libero di quei mesi a Volgograd e la necessità di capire da sola come funzionava ogni singolo pezzo.
Guardando indietro, è proprio da lì che nasce la mia insofferenza verso il fai da te senza un minimo di guida: l'ho vissuto in prima persona per anni.
È stato il momento in cui ho capito quanto lavoro c'è dietro l'avere un business online.
Non l'avevo mai considerato prima, ma ovviamente insegnare era la sola parte visibile.
Tutto il resto, la parte che nessuno vede, era un mondo che stavo scoprendo pezzo per pezzo, da sola.
Negli anni successivi sono passata dall'insegnamento online al lavoro come assistente virtuale.
L'esperienza minima che avevo accumulato con email marketing e social media mi ha aiutata parecchio in quella fase: non partivo da zero, avevo già capito come funzionava un minimo di promozione online.
Ma il ruolo di assistente virtuale non mi entusiasmava.
Era una cosa che sapevo fare, ma non volevo necessariamente farla.. così dopo un paio d'anni dall'apertura della partita IVA ho capito che non era la mia strada.
Nel 2018 mi sono avvicinata alla parte tecnica e strategica degli strumenti di lavoro, iniziando ad avere un approccio molto più strutturato. Da lì è iniziata l'evoluzione che mi ha portata a essere la professionista che sono oggi.
Ma c'è un episodio specifico, nei primissimi mesi da assistente virtuale, che ha dato il via a tutto il resto.
Primissimi mesi del mio nuovo progetto da assistente virtuale.
Ma non ci vuoi mettere anche un trasloco dall'Italia alla Finlandia, in mezzo? Eccerto.
Avevo aperto un account Mailchimp per la mia newsletter, perché ai tempi Mailchimp sembrava lo strumento definitivo, quello che usavano tutti, quasi un punto di riferimento indiscusso.
Ero squadra Mailchimp anche io, senza nemmeno chiedermi se ci fossero alternative valide.
Volevo creare una risorsa gratuita e a seguire almeno un'email che lo consegnasse: magari due righe su chi ero e cosa facevo, un invito a una call conoscitiva.
Il classico flusso di benvenuto per chi si iscrive a una newsletter, su, non volevo niente di complicato o impegnativo.
Mi bastava un modulo di iscrizione, una lista, un template per la newsletter, e un'automazione semplice che consegnasse la risorsa gratuita.
Ovviamente non avevo l'esperienza che ho oggi, più di dieci anni dopo.
Non capivo davvero come fossero strutturati i diversi piani di Mailchimp.
Non sapevo che il piano gratuito sarebbe stato assolutamente sufficiente per quello che mi serviva.
E così, senza un becco di un quattrino, ho attivato per un paio di mesi un piano a pagamento che mi dava funzionalità più complesse per le automazioni di quelle che mi servivano davvero.
Dopo un paio di mesi ho capito che il piano gratuito sarebbe bastato: per prima cosa, sono andata a rileggermi per bene tutte le funzionalità dei due piani e le ho messe ai raggi X.
Così facendo, ho capito che la stragrande maggioranza delle cose fighe del piano a pagamento, per me, erano assolutamente inutili.
Poi sono andata a sfogliare le guide della sezione Help, ed ecco lì la risposta, "nero su bianco". Peccato che l'avessero infilata a metà strada di una guida decisamente lunga sulle automazioni.
E così scoprii che no, non avevo assolutamente bisogno di sborsare 15-20 dollari al mese.
A quel punto sono arrivate la frustrazione e la rabbia.
Rabbia verso me stessa per non aver capito meglio, per non aver saputo meglio.
Ma…. non aver saputo meglio cosa, esattamente?
Io semplicemente non lo sapevo, e non potevo sapere che il piano gratuito di Mailchimp sarebbe bastato. Non avevo le competenze per capirlo, tutto qui.
Avevo speso soldi che, in quella fase iniziale del mio progetto, erano un vero sacrificio.
Non avevo clienti stabili, né entrate regolari.
C'era anche un'altra sensazione, meno definita ma altrettanto pesante: mi sentivo con le spalle al muro. Non conoscevo alternative a Mailchimp, tutti ne parlavano come se fosse l'unica opzione sensata, e quindi mi sembrava di non avere scelta.
Dovevo fare così, punto, non c'era altro.
Però non è una sensazione piacevole, sentirsi senza alternative quando si tratta dei propri soldi e del proprio lavoro.
Rivedendola oggi, con più di dieci anni di distanza, è una cifra piccola. Ma allora non lo era. Allora era la differenza tra arrivare a fine mese senza troppa ansia o dover fare due conti in più.
Ed è proprio quella sproporzione, tra quanto pesava a me e quanto sembrava insignificante vista da fuori, che mi ha insegnato a non minimizzare mai il peso di una scelta tecnica sbagliata, qualunque sia la cifra.
Anni fa una mia coach, parlando della mia cliente ideale, mi disse una frase che non ho più dimenticato: "you don't know what you don't know".
Non puoi conoscere tutte le opzioni, tutti gli strumenti, tutte le funzionalità che esistono, se nessuno te li ha mai mostrati. Non è un tuo limite: è semplicemente impossibile cercare qualcosa di cui non sospetti nemmeno l'esistenza.
Quella frase descrive perfettamente le mie clienti. Descrive anche, all'opposto, me.
A me gli strumenti piacciono, mi appassiona scoprirne di nuovi, capire come funzionano, testarli.
Alle mie clienti, nella maggior parte dei casi, non interessa affatto: vogliono "solo" fare bene il loro lavoro, vogliono avere più tempo per quello che conta davvero per loro. Non hanno la voglia né la motivazione di studiare uno strumento nuovo ogni volta che gli serve.
È in quel punto che ho trovato il pezzo mancante, quello che ha messo insieme tutto il resto e che è diventato il centro del mio lavoro: io ho vissuto in prima persona l'esperienza che vivono le mie clienti.
La differenza è che oggi ho le competenze per trasformarla in qualcosa di utile per loro.
Quello che per loro è fonte di frustrazione, per me è un argomento che mi appassiona: scoprire nuovi sistemi di lavoro, sviluppare automazioni, pensare a soluzioni nuove. Ho capito di avere tra le mani qualcosa di prezioso, qualcosa che poteva fare davvero la differenza.
Da lì è nata quella che considero la mia missione: mettere le mie competenze al servizio delle mie clienti, perché non debbano vivere quello che ho vissuto io. Ogni volta che mi imbatto in una cliente frustrata da uno strumento sbagliato, mi ritrovo davanti a quella stessa rabbia e a quella stessa frustrazione che ho provato io con Mailchimp.
La riconosco perché l'ho vissuta in prima persona.
Credo che gli strumenti di lavoro, e la tecnologia in generale, debbano essere al nostro servizio.
Devono renderci la vita più facile, qualsiasi cosa questo significhi per ciascuna di noi, qualsiasi cosa sia la nostra personalissima definizione di successo.
Per qualcuna il lavoro è il centro della vita. Per qualcun'altra è un supporto a quella che considera la sua vita vera, fatta di famiglia, volontariato, hobby. In tutti i casi, gli strumenti devono essere semplici da usare e da gestire.
Questa visione si traduce in scelte precise nel modo in cui lavoro con le mie clienti. Organizzo il lavoro in modo semplice e sostenibile: credo nel fare il giusto, non nel fare troppo. Quando inizio un progetto con una cliente, per me è fondamentale che lei abbia chiarissimo su cosa lavoreremo e come lo faremo. Raccolgo le informazioni, faccio la parte di pianificazione, e poi lavoro in autonomia. Cerco il confronto con le mie clienti in momenti chiari e prestabiliti, non con aggiornamenti continui che finirebbero solo per fare confusione.
L'obiettivo, per me, è far vivere fin da subito la libertà di tornare alle cose che contano davvero per loro. Alle parti del loro lavoro che amano di più, quelli per cui hanno iniziato a fare questo mestiere, prima che dettagli tecnici, burocrazia, automazioni e sistemi iniziassero a portare via tempo, energia e motivazione.
Con il tempo ho anche capito una cosa che all'inizio non vedevo: la mia curiosità per gli strumenti non è un dettaglio secondario del mio lavoro, è il centro di tutto. È quello che mi permette di guardare un problema tecnico e vedere subito tre modi diversi per risolverlo, mentre chi non lavora ogni giorno con questi sistemi si blocca alla prima difficoltà, ma giustamente, perché io ci ho messo dentro anni di errori, tentativi, strumenti testati e abbandonati.
Quegli anni sono esattamente quello che oggi risparmio alle mie clienti.
Se stai leggendo, probabilmente hai già vissuto una versione della mia storia con Mailchimp.
E sai cos'è? È normale che sia così: nessuna di noi può conoscere tutte le opzioni, tutti gli strumenti, tutte le funzionalità che esistono là fuori.
Per questo esistono professioniste che si occupano di aspetti specifici del lavoro. Se io avessi avuto qualcuno che mi spiegasse che non mi serviva il piano a pagamento di Mailchimp, quella persona sarebbe stata preziosissima.
E alla fine, sono diventata quella persona per le mie clienti.
Non sto parlando solo di me o del mio lavoro specifico. Sto parlando di quanto conta, in generale, avere al proprio fianco una rete di professioniste che sanno indirizzarti nella direzione giusta, che ti danno un consiglio mirato prima che tu spenda soldi o tempo in qualcosa che non ti serve.
Conosco la frustrazione di scoprire di aver fatto una scelta sbagliata su uno strumento di lavoro.
Conosco la rabbia che segue, anche se quella rabbia, te lo dico da chi l'ha provata sulla propria pelle, è fuori posto.
E conosco anche la paura dell'investimento sbagliato. Quella sensazione di ansietta quando devi decidere se attivare un piano e non sai se stai facendo la scelta giusta. Quella sensazione di non avere alternative, perché tutti sembrano dire la stessa cosa e tu non hai gli strumenti per verificarlo da sola. È una preoccupazione legittima sai, da non sminuire.
La mia missione è fare in modo che questa esperienza non si ripeta per le mie clienti. Che tu non debba scoprire, due mesi dopo aver pagato, di aver investito in qualcosa che non ti serviva. Che tu non debba passare ore a guardare tutorial vecchi, a riscrivere da zero preventivi o procedure, a gestire manualmente cose che dovrebbero andare da sole.
So anche cosa ti dici in questi casi, perché me lo sono detta anche io.
Capisco ognuna di queste resistenze. Ma non è un approccio che condivido, e non lo condivido perché l'ho provato sulla mia pelle: il fai da te, quando si tratta di sistemi digitali, quasi sempre costa più tempo di quello che sembra risparmiare. I tutorial invecchiano in fretta, gli strumenti cambiano interfaccia, e quello che hai imparato sei mesi fa spesso non è più valido (soprattutto quando parliamo di AI).
Nel frattempo, il tempo che avresti potuto dedicare a quello che ami del tuo lavoro se n'è andato dietro a uno schermo, a cercare di capire dov'è finito un bottone che non trovi più, che prima era lì e adesso chissà dove cavolo è finito.
Se il digitale ti fa impazzire, se hai comprato troppi strumenti e non sai più cosa farci, se rimandi un lancio perché non sai come muoverti sul lato tecnico, non sei tu il problema. È che nessuno ti ha ancora mostrato con chiarezza la strada giusta per te, per il tuo budget, per i tuoi obiettivi.
Non ti serve diventare esperta di ogni strumento che esiste. Non è quello il punto, e non lo è mai stato nemmeno per me: io stessa continuo a imparare, a testare cose nuove, a scoprire che uno strumento che consigliavo un anno fa oggi non è più la scelta migliore. Il punto è avere qualcuno che tiene sotto controllo quella parte per te, così che tu possa concentrarti su ciò che conta davvero per te.
Se vuoi continuare a scoprire come creare i tuoi sistemi di lavoro in modo semplice, iscriviti alla mia newsletter: tre volte al mese, consigli mirati e niente fuffa motivazionale. Are you in?
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